04 Feb 2022 Terzo pagante in odontoiatria: stop alle convenzioni

Terzo pagante in odontoiatria: stop alle convenzioni

Da alcuni anni nel mondo medico, e in quello odontoiatrico in particolare, si sente parlare del terzo pagante: alcune persone, grazie al loro impiego, possono accedere alla stipula di contratti di assicurazioni che consentono di usufruire di servizi, anche di tipo medico, con modalità economiche agevolate. Di solito, di fronte ad un tariffario concordato, il paziente paga un contributo mentre il resto viene coperto dall’intervento diretto dell’ente convenzionatore, il terzo pagante.

Perché in SOA abbiamo deciso di annullare le convenzioni

Dal 2022, dopo moltissimo tempo, abbiamo deciso di NON rinnovare nessuna convenzione. Toccando pochi semplici punti vi spieghiamo il perché:

  • La trattativa tariffaria non è altro che l’accettazione di un onorario già deciso dall’assicurazione. Non c’è alcuna possibilità di contrattare quanto proposto. Imponendo un prezzo ad ogni attività sovvertono la definizione di trattativa che ricordo essere ogni attività preparatoria che, mediante scambio di proposte e controproposte, prelude alla conclusione di un accordo.
  • La convenzione diretta indica agli assicurati i centri presso i quali è possibile usufruire del servizio dedicato, scontrandosi con il legittimo diritto di scelta del curante.
  • Molte delle proposte economiche non differenziano la complessità delle diverse attività che appartengono ad una stessa specialistica. Per esempio non fanno differenza tra un otturazione piccola ed una molto grande, assegnando per tutte una tariffa standard.
  • Gli enti hanno seguito negli anni una politica di contrazione dell’onorario. Le tariffe imposte sono insufficienti a generare un guadagno per lo studio, e in molti casi anche insufficienti a contenere i costi sostenuti per l’erogazione della prestazione. Si possono fare tante considerazioni di microeconomia ma lavorare sotto margine di contribuzione può portare a decisioni molto pericolose per la salute del paziente. Infatti per contenere i costi e poter eseguire una prestazione con poco utile o almeno in pari, si potrebbe decidere di eseguirle in tempi ridotti o utilizzando materiali poco performanti o peggio semplificare le procedure ignorando le linee guida internazionali.

Un professionista che voglia lavorare eticamente non può rinunciare al profitto: non si tratta solo di guadagno personale, ma anche e soprattutto di essere in grado di aggiornarsi e mantenere la propria strumentazione rinnovata e all’avanguardia. Per tutto questo ci vediamo costretti a rinunciare alla convenzione. Non sappiamo come la prenderanno gli assistiti, e non crediamo nemmeno che le assicurazioni gli abbiano abbassato il premio assicurativo. Tuttavia non possiamo essere noi dentisti a sanare i problemi dei terzi paganti e soprattutto non siamo noi che dobbiamo fare sconti alla qualità e alla salute dei nostri pazienti.

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